L’arte del Rilancio nel Texas Hold’em

 

Tra gli errori più comuni commessi dai giocatori di poker online, c’è quello di sbagliare l’ammontare delle puntate e dei rilanci. Di seguito analizziamo quali sono gli aspetti da conoscere e da valutare prima di stabilire l’ammontare del nostro rilancio e quali sono i rischi da evitare nelle diverse fasi del gioco.

Rilancio Pre-Flop

La prima variabile da considerare con molta attenzione, in ogni fase della partita o del torneo di Texas Hold Em, dovrà essere il livello dei bui. Un buon raise preflop va sempre relazionato con il valore del grande buio al quale, bisogna sommare il valore delle chiamate che ci sono state prima del nostro turno. E’ risaputo, infatti, quanto influisce la posizione e quali sono i vantaggi se parliamo per ultimi o penultimi, al tavolo da gioco.
Analizzata la posizione, il livello dei bui, l’ammontare del piatto e il valore della nostra mano, ci resta da stabilire quante chip dobbiamo puntare e quindi decidere se è meglio essere prudenti o aggressivi.

Il valore standard di un rilancio pre-flop varia tra due volte e mezzo e tre volte e mezzo il valore del grande buio.
Ad esempio: se il valore nominale del BB è 1000 e non ci sono state chiamate prima del nostro turno, il nostro rilancio dovrà essere compreso tra 2500 e 3500. Se, infatti, effettuassimo un rilancio troppo basso metteremmo il grande buoi nella condizione di avere le probabilità matematiche per effettuare una chiamata con, in aggiunta, la possibilità di migliorare la propria mano grazie alle carte del flop. Mini rilanci di questo tipo sono giustificati solo in presenza di mani di partenza molto forti, come A-A o K-K, con l’obiettivo di indurre gli avversari a puntare chip nel piatto. Viceversa, un rilancio pre-flop troppo elevato (ad esempio pari a cinque volte il valore del grande buio) farebbe crescere di troppo il piatto ed in caso di uno o più call al tavolo, ci vedremmo costretti ad investire un ulteriore considerevole parte del nostro stack e se la carte al flop non ci sarebbero d’aiuto saremmo costretti a lasciare la mano con uno stack alleggerito di cinque BB.

Stesso principio si applica qualora l’avversario prima di noi decidesse di chiamare o rilanciare: se dopo avere valutato la posizione e le proprie carte, decidessimo comunque di rilanciare o controrilanciare, dovremmo calcolare velocemente il valore al raise in relazione all’ammontare del piatto e non del buio. In questa situazione la domanda da porsi è: quant’è il piatto? In funzione di questo risultato rilanceremo di circa due o tre volte quella somma.

Facciamo un esempio concreto: il piatto è 100, un avversario ha chiamato e un altro ha rilanciato fino a 300 portando il valore totale del piatto a 550 con le 50 del piccolo buio. In questa situazione una buona mossa potrebbe essere rilanciare fino a 1000 considerando che nel gioco poker tri-bettare (rilanciare un rilancio) equivale ad essere molto forti o ad avere intenzione di dimostrare agli avversari di avere una mano estremamente forte. Non servirebbe a nulla controrilanciare timidamente e fare crescere il piatto, sarebbe più vantaggioso limitarsi a chiamare la puntata dell’avversario per valutare le carte del flop. Se, invece, puntiamo a vincere la mano prima del flop, allora è meglio mettere da parte le paure e dimostrare forza e coraggio: così facendo metteremo il nostro avversario nella condizione di prendere la decisione più difficile.

Segue Fase Post-Flop e dopo il Turn